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Quando ti manca la terra sotto i piedi

Ho finito ora ora di scrivere… cinquanta più trentaaaaasei piuuuù… venti? Circa cento biglietti di auguri. Con la stessa frase. Con la stessa penna. Ho cambiato la cartuccia (la stilografica fa sempre chic) alcune volte per ottenere un melange di colori a tratti inqualificabile.

Non so se è stata la ripetitività del lavoro o se è colpa dei fumi dell’inchiostro, ma dopo una quarantina di cartoncini ho avvertito strane sensazioni riconducibili (evinco strettamente da racconti altrui) all’utilizzo di blandi stupefacenti: lampi di luce indistinti, difficoltà nel mettere a fuoco, iper-ilarità. Ad un certo punto ho guardato il pennino e questo si è capovolto, provocandomi un passeggero senso di vertigine. Per un momento il mondo si è cappottato. E’ stato bello, vedere tutto alla rovescia.

Io però ero sempre imbecille.

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Ho interessanti prospettive per il futuro.

Una risposta a “Quando ti manca la terra sotto i piedi

  1. La stilografica fa sempre il suo effetto, ma non sapevo de “l’effetto stupefacente” ahahah… complimenti per il coraggio che hai avuto a scrivere tutte quelle lettere comunque, sul serio!

    A presto,
    Federica

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