Manco per finta

Ultimamente, ho questa sensazione.


La sensazione che guardare in tv una partita di campionato (A, B o giù di lì) sia un po’ come andare al cinema.

Compri il biglietto… o il decoder… insomma, acquisti il diritto di accedere all’evento, ti siedi comodo comodo in sala (anche se in casa tua, presumibilmente, nessuno ti prende a calci lo schienale del divano), ti sorbisci un po’ di pubblicità, sgranocchi due popcorn, e ti appresti a goderti lo spettacolo (sempre che tu sia tra i fortunati tifosi di squadre che fanno del bel gioco il loro obiettivo settimanale).

Nonostante io abbia una media di cinque visite al mese, voglio parlare alle masse: immaginiamo che qualcuno di voi non sia classificabile come “tifoso” ma piuttosto si riconosca nel termine “simpatizzante” o ancor meglio (per lui) nella locuzione “estraneo ai fatti“: per farvi capire cosa prova un vero ultras durante un match sabatodomenicale, immaginate di far rosolare il raccapriccio di Clarice davanti alla follia glaciale di Hannibal con un filo di estasi da “ascolto in diffusione de Le Nozze Di Figaro” nel carcere di Shawshank, aggiungete l’epicità dei Nove che lasciano Minas Morgul cavalcando nella notte in cerca dell’Unico Anello, impiattate guarnendo con qualche accettata orrifica alla Jack Torrance (che non guasta mai) e spolverate il tutto con lo stupore fanciullesco della psichedelia di Pandora (in alternativa può andare bene anche una spruzzata di soddisfazione spensierata, facilmente ricavabile dalle esplosioni a catena di un comune action movie). Servire ben caldo. Conservare gli avanzi in freezer e scongelarli in caso di turno infrasettimanale.

Più ci penso e più me ne convinco: come al cinema, sei lì incollato allo schermo chiedendoti “come andrà a finire?“, ipnotizzato a tal punto da dimenticarti che in realtà è tutto già scritto. Attori, sceneggiatori, registi, persino i fotografi di scena e i truccatori: tutti conoscono il finale. L’hanno deciso e filmato mesi fa. Accidenti, lo sanno pure i doppiatori come va a finire, che non hanno manco letto il copione originale. E te sei lì, a pensare che se scambi la poltrona con quello di fianco magari puoi riallineare il cosmo con il tuo super-io e cambiare il corso degli eventi, ad immaginare che se chiudi gli occhi forte forte può darsi che quando li riapri sarà tutto diverso, a sognare di poter fare in qualche modo la differenza.

Nah. Non ci casco più.

“Lo sport è l’insieme di quelle attività, fisiche e mentali, compiute al fine di intrattenere chi le pratica o anche chi ne è spettatore.” (Wikipedia)