Manca il segnale

Interno notte 1994 o giù di lì. Squilla il cellulare. E chi è a quest’ora. E’… lui? Ma… quasi manco ci conosciamo, ci parliamo ogni tanto ma… che vuole a quest’ora? Sarà successo qualcosa (Ansia mode constantly on). Rispondo e sento un gran casino. Mi avrà telefonato dalla tasca della giacca, succede. Però a ben sentire è un casino “ordinato”. Mi sposto in camera tappandomi l’altro orecchio e ascolto meglio: direi che è una folla che sta… cantando, parrebbe? E una voce è più forte delle altre. Aspetta: cacchio. E’ Ligabue. Urlando Contro il Cielo. Mi siedo sul letto e ascolto in estasi. Non rompete gli squaqqueroni, avevo dodici anni.

Era ufficialmente la prima volta che ricevevo una telefonata da un concerto. Da un insospettabile. Non sapevo nemmeno che ci sarebbe andato quella sera, a vedere il Liga. Ed è stato come esserci. Con tutta che dal cellulare si capisce poco e niente, l’audio è superclippato, non si distinguono le parole… tutto quello che volete. Ma io quella telefonata non la scorderò mai. Vi sembra patetico? Andate a farvi squaqquerare.

E’ per questo che quando vado ad un concerto, col telefonino, invece che riprenderci le canzoni (che tanto lì sì che poi non si capisce nulla e ti perdi anche il bello della diretta), regalo un pezzo di concerto a qualcuno che non se l’aspetta, o che non aspetta altro.

In barba alla SIAE.

Annunci